Il processo mediatico a tutto campo è iniziato. Si salvi chi può

26 Gennaio 2009

Di errori fin qui in campionato se ne son visti, chi più, chi meno, ha beneficiato delle sviste di arbitri e guardalinee. Ho omesso appositamente questa settimana di inserire un commento e un resoconto del match della Juve contro i Viola, vuoi perchè preso da altro, vuoi perchè sin dal fischio finale dell’arbitro è iniziato un vero e proprio processo mediatico che va ancora avanti senza soste. Lor signori, leccapiedi senza dignità, quelli che sono al servizio di un signore distinto che da 3 anni vince ma non convince nessuno, hanno iniziato la loro battaglia mediatica a tutto campo, TV, Giornali, Radio, TV locali, Blog  e chi più ne ha più ne metta.

HANNO PAURA DELLA JUVE!


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Kakà resta al Milan. Parola di Berlusconi

19 Gennaio 2009

L’affare non si farà. Potreste anche rispondermi: ” A me che me ne frega!” Vero, ma mi va di parlarne. L’epilogo al termine di una giornata piena di indiscrezioni che è colmata nell’annuncio di Berlusconi in Tv.

“Per lui i soldi non sono tutto”

Bene, mi pare una soluzione che accontenta tutti, il giocatore che non voleva andare a giocarsi la retrocessione anche se strapagato, i tifosi in rivolta e anche lui, il Berlusca? Qui ho qualche dubbio ma a me pare che la scelta sia stata saggia. Inutile metterti in tasca 120 milioni sapendo che il giocatore aveva dichiarato amore eterno al Milan qualche giorno fa. Certo, i 120 milioni facevano gola alla dirigenza milanista, ma qui secondo me è intervenuta prima la volontà del giocatore, poi la consapevolezza che i soldi nella vita non sono tutto. Kakà stesso ha dimostrato che poteva guadagnare il doppio sotto le ali dello sceicco ma vi ha rinunciato senza tentennamenti. Si accontenterà dei 9 milioni che gli passa Silvio ma almeno ha possibilità di vincere ancora trofei in giro per l’Europa e il Mondo.


Una buona Lazio ferma la rincorsa della Juve. E’ 1-1

19 Gennaio 2009

Un tempo a testa. E’ questo il responso dell’olimpico di Roma al termine dei 90′. Una Juve imbambolata nel primo e la brutta copia di quella vista mercoledi contro il Catania. la Lazio gioca, crea e su una mega papera di Manninger su punizione di Ledesma va in vantaggio. Non dura molto, perchè la Juve reagisce d’orgoglio e pareggia il conto con Mellberg su calcio d’angolo. Il secondo tempo è di marca bianconera con la Lazio, spesso alle corde. Sprecano Amauri, coglie il palo Legrottaglie da fuori area con un missile terra-aria. Un punto guadagnato o due persi? Direi uno guadagnato viste le pesanti assenze di Buffon, Chiellini, Camoranesi… Intanto siamo a -3 dagli onesti che son parsi smarriti.

Tabellino:

LAZIO-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Ledesma (L) al 25′, Mellberg (J)al 30′ p.t.
LAZIO (4-3-3): Carrizo; Lichtsteiner, Diakite, Rozehnal, Radu; Dabo (26′ s.t. De Silvestri), Ledesma, Meghni (18′ st Brocchi); Pandev, Rocchi, Zarate (32′ s.t. Foggia). (Muslera, Cribari, Kolarov, Makinwa). All. Rossi.
JUVENTUS (4-4-2): Manninger; Mellberg, Ariaudo, Legrottaglie, Molinaro; Marchionni, Sissoko, Zanetti (26′ s.t. Marchisio), Nedved; Amauri, Del Piero (35′ s.t. Giovinco). (Chimenti, De Ceglie, Poulsen, Tiago, Ekdal). All. Ranieri.
ARBITRO: Morganti.

Video

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L’Atalanta si sbarazza con facilità dell’Inter. 3-1

18 Gennaio 2009

doni

Partita a senso unico quella di Bergamo oggi, con un unica protagonista, l’Atalanta. Primo tempo già chiuso sul 3-0 con gol di  Floccari e doppietta di Doni, il primo su punizione. A inizio ripresa altre due limpide occasioni da gol. Julio Cesar impegnatissimo a difendere il risultato già di per sè negativo con l’11 di Mourinho li ad arrancare. La corazzata come erroneamente la definisce qualcuno stà colando a picco e il campionato, se qualcuno lo definiva dell’inter, è tutto da giocarsi. I segnali che provengono in questo periodo fanno pensare ad una crisi di risultati per la squadra di Mourinho, fortunata a chiudere il 2008 a Siena e fortunatissima a raddrizzare il match la scorsa settimana grazie ad Ibrahimovic. Bisogna ringraziare (il nerazzurro) Acquafresca che ha spedito al cielo il 2-0 se la crisi/battuta d’arresto (come ve pare) è stata rimandata di una settimana.

Tornando al match, non si è potuto fare a meno di notare un Adriano inguardabile, sbagliare anche passaggi elementari. E’ tutta la squadra a non aver giocato oggi, succube di un Atalanta superiore in ogni reparto. Il finale del match vede l’Inter più manovriera ma prima Adriano spedisce alto di sinistro, poi Obinna su regalo di Rivalta scivola calciando anch’egli alto. Non è giornata. Ancora Obinna conclude a rete al 90′ ma Coppola prontamente devia in angolo. Calcio d’angolo per l’Inter, il secondo consecutivo e arriva il gol della bandiera di Ibrahimovic al 92′, lesto ad approfittare di un uscita ritardata di Coppola a 1 metro dalla porta.

La partita finisce 3-1 per l’Atalanta. l’inter rimane a 43 punti e stasera c’è l’occasione per la Juventus di recuperare altri 3 punti dopo i due di domenica scorsa. Il -4 potrebbe diventare un -1, Lazio permettendo.

Tabellino:

Atalanta-Inter 3-1

Atalanta (4-4-1-1): Coppola; Garics, Talamonti, Manfredini, Bellini; Valdes, Guarente, Padoin, Ferreira Pinto; Doni; Floccari. All.: Del Neri

Inter (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Cordoba, Buridisso, Maxwell; Zanetti, Chivu, Cambiasso; Stankovic; Crespo, Ibrahimovic. All.: Mourinho
Arbitro: Rizzoli di Bologna

Il Video

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Una serata che ha il sapore dell’addio. Se cosi sarà, Ciao Ricardo

18 Gennaio 2009

kaka

E’ parsa una serata dal sapore d’addio quella vissuta poche ore fa a San Siro davanti a 65.000 spettatori che inneggiavano solo a lui, Ricardo Kakà. Il brasiliano è sembrato più che mai leader della squadra e senza di lui, questo Milan pare una squadra di media levatura. Il suo apporto è fondamentale ma non è questo il punto di cui voglio parlare. Voglio parlare delle bandiere, di quei giocatori che  donano affetto e lo ricevono dai propri tifosi, lasciano il segno in ogni cosa, in ogni gesto, in ogni gol. Ricardo è uno di questi, pallone d’oro 2007 e futuro capitano rossonero se non chè pare proprio che chi comanda al Milan abbia deciso o quasi di accettare una cifra folle di 120 milioni dal Manchester City. Già, 120 milioni. Cosa sono di fronte ad un ragazzo cosi semplice, umile e calcisticamente dotato. Mai e poi mai l’avrei venduto un giocatore cosi, parlo come se fosse già avvenuta la cosa ma a dir il vero, ogni indizio in questi giorni porta a pensare che l’affare sia concluso, anche contro la volontà del giocatore che ha dichiarato di voler diventare il capitano del futuro. E tu che fai? Lo vendi per i soldi. Ah già, i soldi, sempre quelli. La rovina del nostro calcio, di quel calcio del terzo millennio che ormai è solo un business. Non sono un milanista, ma in questo momento sono vicino ai suoi tifosi, colpiti e affondati di fronte ad un simile futuro, un futuro che molto probabilmente li vedi scippati del loro campione più rappresentativo.

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