L’affare non si farà. Potreste anche rispondermi: ” A me che me ne frega!” Vero, ma mi va di parlarne. L’epilogo al termine di una giornata piena di indiscrezioni che è colmata nell’annuncio di Berlusconi in Tv.
“Per lui i soldi non sono tutto”
Bene, mi pare una soluzione che accontenta tutti, il giocatore che non voleva andare a giocarsi la retrocessione anche se strapagato, i tifosi in rivolta e anche lui, il Berlusca? Qui ho qualche dubbio ma a me pare che la scelta sia stata saggia. Inutile metterti in tasca 120 milioni sapendo che il giocatore aveva dichiarato amore eterno al Milan qualche giorno fa. Certo, i 120 milioni facevano gola alla dirigenza milanista, ma qui secondo me è intervenuta prima la volontà del giocatore, poi la consapevolezza che i soldi nella vita non sono tutto. Kakà stesso ha dimostrato che poteva guadagnare il doppio sotto le ali dello sceicco ma vi ha rinunciato senza tentennamenti. Si accontenterà dei 9 milioni che gli passa Silvio ma almeno ha possibilità di vincere ancora trofei in giro per l’Europa e il Mondo.

20 Gennaio 2009 alle 00:49
Per chi ci crede..come gli elettori del Pdl…ma per chi ha un po’ di sale in zucca,ora che tutte le scelleratezze che questo uomo sta combinando,stanno venendo fuori,si è servito di questo giocatore,forte,ma anche tanto pompato dalla stampa di parte,per ascriversi un nuovo pseudo successo,perchè non esiste al mondo che un brasiliano,rinunci a tanti soldi per restare in una squadra di veline,dove non vincerà proprio niente per diverso tempo ancora!!!Non esiste proprio!E’ stata la rivalsa di kaka per i clamori ultimi su Becham,ma non ci crede più nessuno!Capito Berlusc..orto,alias Al Tappone!!!!
20 Gennaio 2009 alle 00:56
Io penso che il nano voleva venderlo davvero, ma poi di fronte ai tifosi ed alla volontà del brasiliano ha desistito. Quei 120 milioni gli facevano comodo. Non la buttiamo sulla politica perchè io semplicemente la odio. Grazie
20 Gennaio 2009 alle 01:40
Secondo me era tutto previsto dall’inizio alla fine. Mi dispiace ma la politica c’entra eccome. Il Milan non avrebbe mai ceduto Kakà a nessuno e per nessuna cifra, ma l’affare lampo ha creato un tumulto esagerato nel mondo del calcio, per accendere i riflettori su una dirigenza che “mostra” di rinunciare a un’offerta così allettante. E’ una messinscena organizzata nei minimi dattagli con grande scaltrezza:
-lo sceicco stramiliardario che vuole strappare una Bandiera al Milan;
-l’affare che evolve rapidamente, lasciando sgomento in tutti, anche chi del calcio non è interessato, ma ne capisce questione morale;
-la trattativa portata fino all’ultimo, fino a far credere che non ci fosse più niente da fare, il giocatore-simbolo del Milan non è più del Milan;
-colpo di scena finale, degna di Carramba che sorpresa: Kakà rinuncia all’offerta;
-il Milan si tiene la bandiera;
-tutti, tifosi del Milan, ma non solo ammireranno Berlusconi e company per la scelta morale. Il Milan ha riacquistato uno dei più grandi giocatori del mondo.
Ma scusatemi un attimo, chi è più serio e rispettoso nei confronti dei principi morali:
loro o dirigenze quali la Juventus con Del Piero, la Roma con Totti, ma anche De Laurentis con i suoi campioncini. La chiarezza da principio: le Bandiere non si toccano, nessuno si deve avvicinare con quanti soldi vuole, la trattativa non doveva proprio partire, non diventare uno strumento mediatico per acquisire consensi e complimenti.
20 Gennaio 2009 alle 09:07
L’unica cosa sulla quasi posso darti ragione è che il Milan doveva dichiarare incedibile da subito il giocatore. Alla vista d quel danaro secondo me volevano venderlo, poi ha prevalso la volontà del giocatore e la parola fine all’affare. Non credo che lo sceicco si faccia coinvolgere nella messinscena.
21 Gennaio 2009 alle 17:29
Lo avevo detto